E ’ finito in manette il fondatore di Megavideo e Megaupload Kim Schmitz, cittadino tedesco di 37 anni. Arrestate altre tre persone, gli indagati in totale sono sette.
In collaborazione con il Dipartimento della Giustizia americano l’Fbi, ha chiuso i popolarissimi siti internet Megaupload.com e Megavideo.com. Secondo l’accusa, la società fondatrice dei siti internet, Megaupload Ltd, ha guadagnato oltre 175 milioni di dollari da attività criminali e provocato perdite per oltre mezzo miliardo di dollari ai legittimi detentori del copyright. Tecnicamente il sito si presenta come un “cyberlocker”, una sorta di magazzino tramite il quale gli utenti possono archiviare file troppo grandi da spedire via e-mail per condividerli in via riservata con altre persone. Un uso del tutto legittimo nel quale si innesta una zona grigia di illegalità, poiché molti caricano file protetti da copyright e poi diffondono il link per scaricarli su forum e blog, mettendo di fatto in piedi un giro di contenuti pirata. Megaupload guadagna vendendo pubblicità sulle sue pagine e facendosi pagare da gli utenti che vogliano scaricare più di un certo numero di file a velocità più elevata.
L’arresto del fondatore del sito arriva a 24 ore dallo sciopero di internet per protestare contro il Sopa, la legge antipirateria in discussione al Congresso che, secondo molte internet company tra cui Google e Wikipedia, metterebbe a repentaglio la libertà di espressione online. L’FBI tuttavia ha negato qualsiasi collegamento tra il dibattito in corso e l’operazione Megaupload.
La risposta degli hacker non si è fatta attendere: annunciando su Twitter l’operazione #OpMegaUpload, l’attacco di alcuni individui legati ad Anonymous ha reso irrangiungibili i siti del dipartimento di Giustizia statunitense, della casa discografica Universal, della Recording Industry Association of America (Riaa) e della Motion Picture Association of America (Mpaa).